Quei capolavori segreti che si potranno leggere solo tra mille anni

In Italia si leggono e si vendono sempre meno libri di carta, crisi o non crisi. Per l’editoria tradizionale gli ultimi dati disponibili sembrano la cronaca di una morte annunciata: -4,2% le vendite in libreria. In calo anche chi acquista libri in edicola (-10%) e addirittura a picco le vendite in supermercati e grandi magazzini (-17,9%). A crescere sono solo gli e-book, i libri digitali, da acquistare e scaricare con un clic del mouse su Internet: registrano una crescita del 740% per un fatturato 2011 di 12,6 milioni di euro.
Insomma, il futuro è segnato. Nonostante tradizionalisti e feticisti della carta stampata, quelli che si entusiasmano per l’odore del piombo che emanano le pagine e quel piacere al tatto che “solo la carta sa regalare”, tra dieci, forse vent’anni, leggeremo tutti solo libri digitali. Con buona pace di chi ama far ginnastica tenendo fra le mani best seller da mille pagine e un chilo e mezzo di peso, presto o tardi passeremo tutti a quelle tavolette da 100/150 grammi, i lettori di e-book. A parte gli ultimi giapponesi, appunto. Quelli che la carta non l’abbandoneranno neanche a morire. Quelli che, giurano, foss’anche tra cent’anni, loro il libro lo vorrebbero solo così, come Gutenberg l’ha creato: di carta.

Il modenese Ilmo Malagoli è l’Hiroo Onoda dell’editoria italiana. L’ultimo giapponese. Quello che, a guerra ormai persa, non si arrende e continua a combattere. E’ lui infatti, ad aver creato la casa editrice Quarto Millennio, l’unica al mondo a poter garantire che, per i prossimi mille anni, i nostri discendenti leggeranno ancora libri su carta. Quelli della collana “Romanzi post-datati. Letture differite”. Dieci romanzi in bella edizione cartonata con una caratteristica unica: ogni volume infatti è protetto da un solido lucchetto che potrà essere aperto con la chiave consegnata all’acquirente solo ogni cento anni, secolo dopo secolo. In pratica il primo romanzo potrà essere sfogliato solo nel 2110, il secondo nel 2210 (la data di apertura è specificata in copertina) e così via fino al 3010. Se il compratore – o più probabilmente i suoi discendenti – non resistesse alla tentazione di leggere il contenuto, i romanzi post-datati da leggersi in differita, sono dotati di un meccanismo di autodistruzione che in pochi secondi cancellerà i testi contenuti privando l’umanità, forse, dei più grandi capolavori letterari che siano mai stati scritti. “Sono gioielli assoluti, ognuno un vero e proprio caso letterario – assicura Malagoli – ma a scoprirli saranno solo i posteri. E’ così che ho voluto garantire la sopravvivenza dei libri su carta indipendentemente da come si evolverà la tecnologia nel prossimo millennio”.
Per ora, di simili capolavori possiamo gustare solo qualche anticipazione e un approfondimento sugli autori. Ogni opera infatti è accompagnata da un cd contenente il book trailer e un’intervista audio all’autore o autrice. Vediamoli un po’ più in dettaglio. Il primo a poter essere letto, a partire dal primo gennaio 2110, è “La vera storia dei dinosauri” di Davide Cavazzuti, uno dei massimi esperti italiani dei generi musicali punk, Post punk, Industrial e Wave. Intrigante la trama: Davide a sei anni viene mandato dallo psicologo perché si ostina a non credere all’esistenza dei dinosauri; da quel momento decide di dimostrare che sono gli altri a sbagliarsi. Ultimo in ordine di apertura, all’alba del quarto millennio: “L’unico cinese a non avere gli occhi a mandorla” di Ilmo Wong. Trama che si annuncia pirotecnica: il protagonista Ilmo Drummer, dopo un drammatico incidente stradale, sviluppa il dono della premonizione sportiva. Nino Chang, il presidente del partito monarchico cinese in esilio, gli chiede aiuto per attuare un piano capace di sconvolgere gli equilibri mondiali.
“La collana vanta anche la presenza di due autrici dal futuro assicurato – spiega Malagoli – Kainowska e Mistress X. La prima ha dato alle stampe ‘Sushi e The Banshees‘, storia di tre uomini il cui unico desiderio è poter incontrare Sushi, la più grande rockstar del XXI secolo, venerata come una divinità da milioni di persone ma i cui concerti, per motivi di ordine pubblico, sono stati vietati da tutti i governi del mondo. Potrà essere letto solo nel 2610. Dedicato invece agli appassionati di pratiche olistiche, l’opera di Mistress X, ‘La meditazione anale e le future frontiere del benessere‘, da leggersi solo nel 2810”. “E’ un libro che propone una nuova rivoluzionaria forma di meditazione e venti future frontiere del benessere” conclude Malagoli.
La collana sarà presentata ufficialmente a Modena al pubblico e alla stampa, a partire dal 13 febbraio. Ancora imprecisato il prezzo di vendita delle opere, anche se l’editore e curatore ha fatto sapere che potranno essere acquistata solo in blocco, da un unico appassionato. “Vorrei che a custodire la sacralità della mia collana e del libro su carta fosse un’unica casata, nei secoli dei secoli”. A poter godere di simili capolavori dunque, saranno solo i posteri di quell’unico acquirente. Noi lettori contemporanei possiamo solo augurarci che essi vogliano condividerli col resto dell’umanità. Ma lo sapremo solo tra cento anni. 

As-salām ‘alaykum, Abdullah

Ieri pomeriggio ho ricevuto una telefonata da un vecchio amico che non sentivo da un po’.

Ci siamo conosciuti qualche anno fa.
A quattro mani con Martino Pinna, scrissi un suo ritratto per il settimanale vicentino VicenzaAbc, diretto da Matteo Rinaldi (il pezzo si può trovare qui, a pagina 6).

Lui, Domenico, il Buffa, non apprezzò moltissimo, accusandoci di aver ricamato un po’ troppo sulle sue parole.
Di esserci fatti prendere la mano dall’affabulatore e dal cantastorie.
Fino a trasformarlo nel protagonista di una storia più nostra che sua.
Una allegra querelle finita come doveva finire: a far da prima prima pietra a un rapporto di stima e amicizia inalterato nel tempo.

Ieri, Domenico mi ha telefonato per comunicarmi che tra nome e cognome, ci ha infilato anche un secondo nome, da convertito all’Islam: Abdullah.
Immagino che adesso, perché si volti chiamandolo, bisogna pronunciare il suo nome per intero: Domenico Abdullah Buffarini.

Al telefono mi ha spiegato che “la conversione avviene perché così vuole Allah il Grande” e qualche altro accenno, pescato nel suo personale (e profondissimo) pozzo di cultura, sulla religione di cui più si parla a sproposito in Italia e non solo.

Andrò a trovarlo a Vicenza, dove ancora vive, per capirne di più. Anche se ho seri dubbi che Allah mi scelga, perfino dopo aver ascoltato con attenzione le parole di quel gran narratore di Abdullah, ultimo tra i suoi figli.

Quel che è certo è che Domenico ha trovato nuovo terreno per combattere la sua personale guerra contro l’ignoranza e l’ingiustizia, cosa che ha sempre fatto ben prima che l’Islam lo accogliesse.
Dal suo blog – In difesa dell’Islam – il vecchio barricadero si scaglia con parole tonitruanti contro quella che ritiene essere la totale disinformatia che ammanta l’argomento.

Non fatico a credergli, solo considerando la mia abissale ignoranza in materia.
Anche se, a parziale giustificazione, potrei citare Gandhi, secondo il quale, proprio perché esiste uno solo Dio, è cosa buona e giusta che ognuno lo veneri secondo le tradizioni e la cultura di cui fa parte.
Chissà che ne pensa Abdullah, che da sempre cerca altrove spazi per le proprie visioni.

Domenico mi ha pure detto che probabilmente, dopo tanti anni e tante battaglie, lascerà Vicenza. E mi dispiace. Perché penso che a rimetterci di un simile distacco sia più quella città che lui.

Ma, Insciallah, sia come Dio vuole.

Al vecchio leone, auguro di vincere almeno qualcuna delle sue battaglie prossime venture.

Ma soprattutto, spero che tra le tante frescacce che sentiamo quotidianamente sui musulmani, almeno una sia vera: la famosa storia delle settanta (o quaranta?) vergini che aspettano con pazienza ogni buon musulmano in paradiso.
Secondo alcune varianti sufi, tutte rigorosamente armate di una morbidissima piuma di pavone, per il buon uso del nuovo inquilino del Janna.
Ma forse, quest’ultima, è solo una mia invenzione.
Che lui mi contesterà per i prossimi trenta o quarant’anni.

As-salām ‘alaykum, Domenico Abdullah Buffarini.

Di vela in meglio

Adesso che Madre Natura lo ha costretto ad appendere gli scarpini al chiodo liberando della sua presenza tutti i campetti parrocchiali compresi nell’ampio raggio di 1,5 km intorno a Vicenza, per le entrate assassine da tergo non gli è rimasta che la penna.
Sto parlando del mio ex Direttore (del leggendario – e perciò stesso immancabilmente defunto – settimanale VicenzaABC) Matteo Rinaldi che, non più di un mese fa, è entrato a pié pari con un tackle insidiosissimo sulla tranquillità del mio eremo emiliano con un violento articolo chiaramente volto a mettere in cattiva luce il sottoscritto.
Gli ho risposto per le rime, ma devo confessare di non sentirmi ancora sufficientemente appagato.
Ecco il perché di questo post che attraverso le immagini documentali che vi propongo in esclusiva mondiale, racconta tutta la verità di quella gitavvèla tragicamente fantozziana.






Le vite degli altri 1

E’ sempre divertente portare alla luce qualche retroscena sulle “vite degli altri” (tanto per fare il verso al bellissimo film di Florian Henckel von Donnersmarck). Vizio professionale: curiosità da giornalista.

Ad esempio ieri, stimolato da un commento lasciato su zooppa da Mirinni, ho scoperto che uno zoopper, Vitopal, fa parte della troupe (in questo caso, a quanto capisco, come responsabile del casting) di un film in uscita nelle sale tra un paio di giorni: H5n1, diretto da Roberto De Feo, giovanissimo regista barese con già qualche importante realizzazione alle spalle.

Vito però è regista a sua volta e ha realizzato almeno un film: “35 mm“. Su Occhi sul cinema” è possibile leggere una sua intervista.

A Roberto, i migliori auguri per il successo del suo film.
A Vito (certo, molto più modestamente) quelli per il suo video in gara su zooppa.