1 giugno 1964. Nel frattempo, all’altro capo del mondo

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La contadina robusta. Quanto a lei, l’eterna contadina russa doveva essere innanzitutto ben piantata se voleva trovare marito e non soccombere ai compiti che l’attendevano. Ne abbiamo una cruda rappresentazione nel romanzo Sull’Irtyš (Na Irtyš) inedito in Italia, pubblicato nel 1964 da Sergej Zalygin (l’Yrtis è un grande fiume della Siberia occidentale). Secondo Aleksandr Solženicyn, “una delle cose migliori prodotte in cinquanta anni di letteratura sovietica” nonché primo esempio di un filone, successivo alla fine dell’epoca staliniana, che verrà definito dalla critica “village prose“. In questo eccellente lavoro, che ripercorre il periodo tragico dell’inizio degli anni trenta e della collettivizzazione nelle campagne sovietiche, un contadino consiglia il figlio sulla scelta della moglie:
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