Marco Twain secondo LaSupervia

Tre racconti del grande Mark Twain negli audiolibri realizzati da LaSupervia (qui il suo canale YuoTube).

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Di lei non ci resta che la voce nella quale si agitano fantasmi allucinati, collera, ombre di delirio

La Stampa di sabato 18 luglio 1959, pagina 4.

II decesso in povertà a 44 anni, avvelenata dalla droga. New York, 17 luglio. La celebre cantante negra di jazz Billie Holiday è morta nelle prime ore di stamane al Metropolitan Hospital, dove era ricoverata dallo scorso maggio per una malattia al fegato. I medici hanno dichiarato che il decesso è dovuto a congestione polmonare complicata da disfunzioni circolatorie. Billie Holiday aveva 44 anni.

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Parole d’amore tra scienziati

Parole d’amore tra scienziati: “Fu così doloroso e penoso che decisi che non avrei mai più festeggiato quella giornata, a meno che tu non mi fossi stato accanto. Sai, l’esistenza di una stella nana è così disperatamente dolorosa, dopo che ha perso il suo guscio elettronico e mantiene solo il nucleo; e dentro al mio petto c’era lo stesso vuoto e lo stesso dolore, come se il cuore si fosse ritirato in se stesso”.

The intense heat of Mississippi

Inspired by artists such as W. Eugene Smith, Terrence Malick, William Eggleston, and Willem de Kooning, the photographs in Grant Ellis’s book Bless Your Heart were taken during the summer of 2014, when Ellis returned to the Mississippi Delta where he grew up. He writes, “I would drive for hours in the intense heat, walk around the many towns and countryside, shooting anything that reminded me of what made the Delta amazing. The only rule I made for myself during the creation of this work was to remain in the Delta.”

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Bless Your Heart is a collection of photos made in the Mississippi Delta. The images are details of what life is like in this area. The Delta is my home and has always be a very important subject in my work. Bless Your Heart is my most personal body of work, requiring very long days and and months of shooting.

Una diversa idea della morte

“Trascorse buona parte dell’estate a leggere i poeti latini classici e medievali, e soprattutto le loro composizioni sul tema della morte. Non finiva di meravigliarsi per la facilità e la grazia con cui i lirici romani accettavano l’idea della morte, quasi che il nulla con cui si confrontavano fosse un tributo doveroso agli anni goduti in terra. E lo stupivano l’amarezza, il terrore e l’odio malcelato di certi poeti cristiani, appartenenti alla tradizione latina più tarda, davanti a una morte che, seppur vagamente, prometteva loro un’estasi eterna – come se la morte e la promessa non fossero che una beffa che gli rendeva amara la vita”.

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Un carro di fisica

“Da ragazzo, Albert Einstein ha trascorso un anno a bighellonare oziosamente. Se non si perde tempo non si arriva da nessuna parte, cosa che i genitori degli adolescenti purtroppo dimenticano spesso. Era a Pavia. Aveva raggiunto la famiglia dopo aver abbandonato gli studi in Germania, dove non sopportava il rigore del liceo. Era l’inizio del secolo e in Italia l’inizio della rivoluzione industriale. Il padre, ingegnere, installava le prime centrali elettriche in pianura padana. Albert leggeva Kant e seguiva a tempo perso lezioni all’Università di Pavia: per divertimento, senza essere iscritto né fare esami. È così che si diventa scienziati sul serio”. E’ (anche) grazie lui se, come ricorda Linkiesta, “tira più un pelo di fisica che un carro di boiate”. O almeno dovrebbe. http://goo.gl/h4APmP

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