Back to Radio Fuijko

Stasera – h 20 – le Officine Tolau saranno ospiti su Radio Fuijko di “Agorà” la trasmissione di musica e cultura condotta da Daniele e Fausto (è la seconda volta, c’eravamo già stati un anno fa).

Saremo lì per chiacchierare del nostro ultimo lavoro, il docu-film sul movimento degli indignados “Rimetti a noi i nostri debiti“.

Nel corso della puntata sarà anche possibile ascoltare per la prima volta in Italia un pezzo dei catalani Bläue, gruppo rock emergente, di cui sta per uscire in Spagna il primo album: No us enfadeu porteu-me una serra (Non arrabbiatevi, portatemi una sega).

Finalmente in libreria "Occupiamo l’Emilia"

E’ finalmente possibile trovara in libreria (al momento bisogna ancora ordinarlo presso il proprio libraio di fiducia, ma tra pochi giorni sarà disponibile sugli scaffali delle maggiori librerie) il docu-film “Occupiamo l’Emilia“.

Edito dalla casa editrice Diabasis di Reggio Emilia, il film inchiesta delle Officine Tolau (Stefano Aurighi, Davide Lombardi, Paolo Tomassone) è acquistabile anche online al prezzo di 9,90 euro (dvd + volumetto di accompagnamento contenente: un focus con la partecipazione di Angelo Alessandri, segretario della Lega Nord Emilia, Gianluca Pini, segretario Lega Nord Romagna e il politologo Massimiliano Panarari. Un’analisi dei flussi di voto realizzata dai ricercatori Gianluca Passarelli e Dario Tuorto dell’Istituto Cattaneo di Bologna).

Qui sotto il (finto) booktrailer, (in realtà, il video del momento in cui veniamo in possesso del tanto atteso cofanetto):

Occupiamo l’Emilia nel buio delle sale

E’ ufficiale il calendario delle proiezioni di tutti i lavori selezionati (qui tutti i trailer) nell’ambito della rassegna DocInTour.
Occupiamo l’Emilia è uno di questi, per cui sarà possibile vedere l’opera prima delle Officine Tolau in vari cinema d’essai dell’Emilia-Romagna.
Di seguito l’elenco completo di luoghi, date e orari.

05 aprile Sala Truffaut Modena ore 21.15
13 aprile Lumière Bologna ore 22.15
21 aprile Nuovo Jolly 2 San Nicolò di Rottofreno ore 20
21 aprile Cinema Gulliver Alfonsine ore 21
26 aprile Capitol Fiorenzuola d’Arda ore 21
12 maggio Metropolis Bibbiano ore 21
14 maggio Teatro Comunale Alice Zeppilli Pieve di Cento inizio ore 20 terzo film in programmazione
19 maggio Nuovo Nosadella Sala Berti Bologna ore 19.15
23 maggio Saffi d’essai Forlì ore 21.15

Alle proiezioni del 5 aprile, Modena, e del 21 aprile, Alfonsine, saremo presenti anche noi autori.

Foto: un’immagine di Midnight-Digital

Occupiamo l’Emilia al cinema

Parte ufficialmente Doc in Tour, il Festival dei documentari dell’Emilia-Romagna.
Il che significa che Occupiamo l’Emilia (che è tra i lavori selezionati), sarà presto proiettato in alcune sale cinematografiche della regione (non c’è ancora il programma ufficiale, appena disponibile, riporterò sul blog tutte le date).

Intanto però è online la pagina ufficiale del nostro film sul sito del Festival.

Quando tra il boom e il beat, Modena fece la sua parte

Il 17 settembre 2010, presso l’ex ospedale Sant’Agostino, il Fotomuseo Giuseppe Panini inaugura Anni ’60 Modena e l’Italia del boom, oltre 100 foto degli anni Sessanta: scatti che riflettono una stagione cruciale della storia d’Italia; un decennio che fra tutti è forse il più presente nell’immaginario collettivo per la densità degli eventi.

La mostra intende offrire uno spaccato della Modena negli anni Sessanta, caratterizzata prima di tutto dal boom economico, sempre più diffuso grazie all’aumento dell’industrializzazione, che significa occupazione e conseguente benessere alla portata di tutti. Elettrodomestici, automobili, televisioni, giradischi e libri tascabili, entrano definitivamente nelle case degli italiani e modificano gli stili di vita. È l’Italia che si sposta sulla nuova Autostrada del Sole, dei grandi esodi estivi e che davanti alla TV segue i fatti più tragici ed euforici del periodo, come l’uccisione di J. F. Kennedy e lo sbarco dell’uomo sulla Luna, che Modena vive da protagonista e in maniera partecipativa.

Le fotografie esposte parlano di tutto questo, così come della nuova immagine che negli anni 60 si ritagliano i giovani, che diffondono la nuova moda, la musica beat (di cui la città emiliana è stata capitale grazie alla presenza di gruppi come i Nomadi e l’Equipe 84), fino alla volontà estrema di rompere col sistema anche attraverso il viaggio verso l’oriente. Sono sempre i giovani che organizzano cortei di protesta (per il diritto allo studio e per la fine di tutte le guerre, tra cui quella in Vietnam, che scotta di più) e che nel cosiddetto “autunno caldo” del 1969, marciano assieme agli operai, scesi nelle piazze e nelle strade per la difesa del posto di lavoro. L’aggregazione collettiva è visibile anche attraverso lo sport, tra cui spicca il calcio, che diviene sempre più un fenomeno di massa.

Nell’immagine: alluvione del 1966, autore anonimo.

Il Corto, Lara ed io, di nuovo a Venezia

Due vecchi miti tornano in visita dalle mie vite passate reclamando ancora una volta attenzione.

Lo scenario di sfondo è Venezia e loro sono il Corto e Lara.

Corto Maltese è stato il compagno fedele di tante avventure reali o (assai più spesso) immaginarie della mia infanzia e adolescenza.
Conservati con cura maniacale, fanno ancora oggi bella mostra di sè sugli scaffali della mia libreria le prime edizioni delle avventure dell’anarchico marinaio veneziano. Uno a cui, ragazzino, avrei voluto assomigliare con tutte le forze.

Tomb Raider II, il palcoscenico di Lara Croft, è invece stato l’unico videogame al quale abbia dedicato i miei giorni e le mie notti. Ma non tutta la saga, proprio solo quello: il secondo episodio, dove Lara (ed io) abbiamo corso rischi incredibili perdendoci tra le calli veneziane sulle tracce del pugnale di Xian.

Il Corto, Lara, Venezia (mai provato a vagarla velata di neve e nebbia in una notte invernale? Se ancora non lo siete, potreste innamorarvene in maniera struggente…): tutta roba che tocca la “pancia”, l’emozione pura.

E’ esattamente questo insieme scomposto e intenso allo stesso tempo di buone vibrazioni che mi hanno colpito allo stomaco quando i “cugini” di H-Play (un’altra delle aziende incubate da H-Farm come zooppa), mi hanno raccontato di TheRuyi, il progetto a cui stanno lavorando in vista del lancio ufficiale previsto per il 1° dicembre.

Il Ruyi (che sarebbe poi il leggendario scettro che Marco Polo avrebbe consegnato al doge al suo ritorno dall’Oriente) è prima di tutto un gioco a cui partecipare armati solo di un quaderno – che fa da guida cifrata per recuperare l’antico scettro scomparso – e del proprio cellulare, indispensabile per decodificare il quaderno stesso inviando e ricevendo sms.

Insomma, una caccia al tesoro in piena regola attraverso i misteri e le leggende di una Venezia, è il caso di dirlo, “come non l’avete vista mai”.
Un gioco. Ma anche un modo completamente diverso di fare turismo, di interagire con l’ambiente, di venire a conoscenza di luoghi e voci (sono sessanta le storie raccontate nel quaderno del Ruyi) nascosti o dimenticati di una Venezia, incredibilmente, “solo per pochi intimi”.

Il 1 dicembre 2007 cinquecento “eletti”, suddivisi in coppie, partiranno alla ricerca dello scettro tra le calli e i canali della più bella città del mondo. Per poter essere tra questi bisogna intanto lasciare la propria mail al sito di TheRuyi.

Io ci sarò.
Con Lara e il Corto.