E’ tutta colpa sua!

In questo weekend di caldo asfissiante, anche il cervello deve ridurre le attività al minimo. Nel mio caso, significa stordirsi davanti al monitor del pc guardando un film dopo l’altro. Seguendo due filoni facili: i film di Verdone (‘O famo strano? Famolo!) e gli Hollywood Classics. Che però, a rivederli a distanza di 40 anni dalla (mia) prima volta – come nel caso del leggendario “Gilda” che rese una star Rita Hayworth (“Gli uomini vanno a letto con Gilda e si risvegliano con me”) – costringono ad accendere, almeno occasionalmente, il cervello.

Un noir del 1946 come “Gilda” che da ragazzino mi era piaciuto tantissimo (a me come a qualche altro milione di persone), rivisto oggi, è di un sadismo al limite dell’imbarazzante nei confronti della protagonista. Gilda subisce ogni sorta di angheria da quello che dovrebbe essere il suo innamorato, Johnny Farrell (Glenn Ford), per redimersi dal suo status di ragazza “facile”.

Un sadismo che mi ha ricordato quello con cui in una famosa favola dei fratelli Grimm – Re Bazza di Tordo – una principessa “di straordinaria bellezza” viene punita ferocemente dal padre perché rifiuta di sposare – prendendosi anche la libertà si sbeffeggiarli – i pretendenti scelti da lui, e per questo dal rango di principessa viene ridotta a quello di sguattera. Fino all’happy ending finale, in cui la ragazza – esattamente come Gilda – è redenta dopo aver sofferto le pene dell’inferno. Il premio? Il matrimonio col proprio persecutore.

The song Gilda sings, “Put the Blame on Mame”, is about an infamous woman who can be blamed for all the world’s ills. I find its implications feminist, particularly in the context in which Gilda sings it. Like the biblical Eve, “Mame” stands for the quintessential woman, demonized for her sexuality in a patriarchal culture. Gilda is a heartless temptress, Johnny decides, and so Gilda gives him what he asks for. (In “Gilda,” what is the significance of the “Put the Blame on Mame” number?)

Raccontala giusta. Sul blog

Non che me ne freghi alcunché, sia chiaro, ma mi fa parecchio ridere la mania del Post e del Fatto di annoverare tra i loro blogger – quindi tra le proprie firme, in qualche modo – gente più o meno celebre che evidentemente sta lì solo per far numero.

Il blog porta il tuo nome, Luigi, riprenditelo!

Il blog riformista del sindaco di Bari Michele Emiliano

Nemmeno quattro colpi di post per Melissa P. sul Fatto

Il superblog di Giova Floris sul Post

Veni, vidi, Virzì, sul Post

La Palma dell’Ubiquità va data assolutamente all’eurodeputata del PD Debora Serracchiani, che tiene il proprio blog fantasma sia sul Post che sul Fatto.

Debora Serracchiani sul Post

Il bis di Debora Serracchiani sul Fatto

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Sergio Rizzo e Gianantonio Stella ne hanno scritto un altro (di libro).
Questa volta oggetto della loro (sacrosanta) invettiva è il degrado di una delle poche cose decenti che questo Paese ha da proporre al resto del mondo: il nostro patrimonio artistico.
Sul Corriere di oggi, qualche stralcio tratto dal libro.

Un brano in particolare, merita di essere riportato:

Ma per capire la fondatezza dell’accusa basta farsi un giro sul portale turistico aperto dal governo italiano in cinese, www.yidalinihao.com. Costato un occhio della testa e messo su con una sciatteria suicida che grida vendetta. Per cominciare, le quattro grandi foto di copertina che riassumono l’Italia mostrano una Ferrari, una moto Ducati, un pezzo di parmigiano e un prosciutto di Parma. In mezzo: Bologna. Con tanto di freccette sulla mappa che ricordano la sua centralità rispetto a Roma, Milano, Venezia e Firenze. Oddio: hanno sbagliato capitale? No, come ha scoperto il Fatto Quotidiano, è solo un copia-incolla dal sito cinese della Regione Emilia-Romagna aimiliyaluomaniehuanyingni.com (…)”.


Il testo contiene però un’inesattezza: sul sito del governo italiano il flash con Ducati, Ferrari, il Parmigiano ecc. non si vede (neanche con l’unico browser che ti aspetti funzionante per un sito governativo: Explorer): Unable to create /modules/mod_novasfh/engine/sfh_33.xml configuration file. 
Click here for more information.

Opera n. 128

I figli dei notai che diventano notai, degli attori che diventano attori, dei musicisti che diventano musicisti, dei giornalisti che diventano giornalisti, degli industriali che diventano industriali, dei dottori che diventano dottori, degli architetti che diventano architetti, degli avvocati che diventano avvocati, degli ingegneri che diventano ingegneri. Ma andatevela a prendere nel culo.

Daniele Benati – Opere complete di Learco Pignagnoli, Aliberti Editore.

Albergo ad ore

Il mio grande amico, strepitoso giornalista e MegaSuperDirettore, Matteo Rinaldi, mi ha telefonato oggi comunicandomi che pubblicherà a puntate sul blog l’audiolibro di un suo romanzo sulla vela.

In attesa che il Nostro si ingegni per capire come pubblicare un mp3 in rete, ripropongo qui un vecchio blog-roman scritto sette o otto anni fa.
Allora fu pubblicato come “reality blog”: niente faceva capire che fosse pura fiction.
Era un diario vero e proprio, con i suoi dolori e gioie diurne & notturne.

Non mi sono mai pentito di questo piccolo inganno. Allora fece sognare più d’una fanciulla e poi, come canta De Gregori, “i poeti che brutte creature, ogni volta che parlano è una truffa“.

Albergo Ad Ore http://d.scribd.com/ScribdViewer.swf?document_id=14261303&access_key=key-vmi2hvxh2ff1q7s7w3c&page=1&version=1&viewMode=

ESCLUSIVA MONDIALE: Il diario segreto di Oriana F.

In esclusiva mondiale, presento qui il diario segreto scritto da Oriana F. ai tempi de “La rabbia e l’orgoglio”.

Si tratta di un documento, unico, esclusivo, imperdibile, recuperato dall’archivio segreto della famosa giornalista italiana grazie alla pazienza e agli sforzi di un inviato a New York (ultima residenza della scrittrice) che, al momento, non ci ha ancora rivelato come è riuscito ad entrare in possesso del prezioso file contenente il diario di Oriana di quel periodo.

Siamo comunque di fronte ad un documento di valore inestimabile, che getta nuova luce sulle sugli ultimi lavori di questa Grande Italiana.

The secret diary of Oriana F. http://d.scribd.com/ScribdViewer.swf?document_id=14259509&access_key=key-v1a81viev2rsau581t0&page=1&version=1&viewMode=

Il banner originale della serie:

L’immagine dell’autrice:

Su webarchive, la pubblicazione originale.