26 anni contro

Quarantaquattro anni fa moriva l’anarchico spagnolo Salvador Puig Antich. Accusato dell’omicidio di un poliziotto durante un conflitto a fuoco il ragazzo, allora ventiseienne, fu condannato a morte e giustiziato nel Cárcel Modelo di Barcellona, nonostante le molte proteste in tutta Europa e le tante richieste di grazia, tra cui quella di Paolo VI.

L’esecuzione fu effettuata alle 9.20 del 2 marzo 1974 utilizzando la garrota, un cerchio di ferro fissato ad un palo che il boia strinse intorno al collo di Puig Antich fino a provocarne la lenta morte per strangolamento. A dimostrazione che i confini della “civiltà” sono sempre stati (e probabilmente sempre saranno) mobili nel tempo e nello spazio.

Gli articoli sono tratti dal Corriere della Sera nel giorni tra il 2 e il 5 marzo 1974. (Accusato anch’egli di omicidio di una guardia civil, seppure in tutt’altro contesto, lo stesso giorno fu giustiziato a Tarragona sempre utilizzando la garrota il polacco – in realtà tedesco dell’est – Heinz Ches/Georg Michael Welzel di cui qui si può sapere qualcosa di più).

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