Andrea of Finland

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Una tragica sera di giugno di quest’anno il genius di Andrea Pazienza è volato via, verso il paradiso degli eroi, trascinando con sé ricordi, giornate difficili, scazzi, incomprensioni, fughe, abbracci sinceri, dediche sui frontespizi dei suoi libri, che ora rileggo con lo strazio di un vecchio sentimentale.

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Le tiracazzi in cabriolet di Carpi raccontate da FSF

A Carpi, comunque, per tirare le somme, molti come me ci sono da sempre venuti per svernare dal grigiore del nostro borgo a colpi di teatro e di cinema, come già detto, ma anche di beveraggi e birre di prima classe e chiacchierate per tutta la notte in quella piazza magica coi tavoli all’aperto e le tiracazzi che scendevano dai cabriolet come se avessero davanti l’Academy di Los Angeles o il Sunset Boulevard o il Grand Palais di Cannes o che so io: mica, in definitiva, un pugno di spiantati che beveva perché attorno alle vacche grasse c’è sempre da fare il coyote, insomma spacciare lucciole per lanterne; ma le tiracazzi carpigiane, niente: avanzavano il loro cicaleccio e cinguettavano fra i calici di brut e sorridevano smaglianti e, ostia, mancava solo la battuta di un amico mio – “Tutto ciò è Fitzgerald signori!!!” – per incazzarsi poi davvero e lasciare il tavolo e il conto da pagare e rientrare, maledicendo la provincia tutta quanta, Carpi in primo luogo: affanculo!

(tratto da “A Karpi! A Karpi!” di Pier Vittorio Tondelli in “Un weekend postmoderno. Cronache dagli anni Ottanta“)