La bellezza che passa da Ipanema

Vinícius de Moraes, poeta laureato, e Antonio Carlos Jobim, musicista di rango, sono innamorati delle bellezze di Rio de Janeiro, ovvero la natura e le ragazze. Ne parlano spesso nel locale che frequentano, il Veloso, a Ipanema, in Rua Montenegro. Ripetono spesso quello che si dice in città, che Dio fece il mondo in cinque giorni e poi si tenne il sesto per fare Rio, prima di riposarsi il settimo giorno. Prendono appunti che poi diverranno canzoni, successi di una serie che pare infinita.

Ogni giorno di quel 1962 vedono passare una ragazza meravigliosa. Ha quindici anni, si chiama Heloísa Eneida Menezes Pais Pinto, per le amiche Helò. Abita vicino al locale, al numero 22 della stessa via dove si trova il Veloso. È alta, pelle scura, occhi azzurri, bellissima. Ma non è solo la bellezza a incantare Vinícius. È l’insieme.

Tre anni dopo il primo incontro, quando la canzone avrà già fatto il giro del mondo, Vinícius spiegherà in un’intervista perché erano innamorati di lei: «Lei fu ed è per noi l’esempio di un bocciolo carioca; una ragazza con l’abbronzatura dorata, un misto di un fiore e di una sirena, piena di splendore e di grazia, ma con lo sguardo anche triste, che si porta con sé, sulla strada verso il mare, il sentimento della giovinezza che passa, della bellezza che non è solo nostra – dono della vita nel suo incessante meraviglioso e melanconico fluire e rifluire».

I due le vogliono dedicare una canzone e la scrivono separatamente, Jobim nella sua casa di Rua Barao da Torre, ovviamente a Ipanema; Vinícius a Petropolis, nei pressi di Rio. La prima versione s’intitola Menina que passa, la ragazza che passa; diventerà Garota de Ipanema, la ragazza di Ipanema. La prima esibizione dal vivo fu eseguita dai due insieme a João Gilberto, terzo padre ideale della bossa nova in un ristorante di Copacabana, l’Au Bon Gourmet.

La versione inglese fu interpretata da tutti i grandi, a partire da Sinatra, ma quella più nota è di Stan Getz e Astrud Gilberto; l’album da cui era tratta rimase in classifica per novantasei settimane, il singolo vendette milioni di copie. Astrud Gilberto nell’immaginario collettivo sostituì Helò come ragazza di Ipanema, anche se la canzone non era stata scritta per lei, ma per una ragazzina bellissima che solo molti anni più tardi seppe di essere stata l’oggetto del desiderio di due leggende della musica brasiliana.


(Tratto da Massimo Cotto – We will rock you BUR)

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