Invece Alice qualcosa ce l’aveva

Da dire.

Il romanzo scritto da Pietro di Viola – romanzo generazionale dei giovani precari senza futuro – “Alice senza niente” ha ormai due anni. Pubblicato dapprima solo online e downloadabile gratuitamente, dopo il successo raggiunto, la casa editrice Terredimezzo lo ha messo su carta e adesso in rete non si trova più. Non gratis almeno, ma si può acquistare.

Successo meritato? Ora che lo sto leggendo, due anni dopo, direi di sì. Un paio di spezzoni tratti dal romanzo spiegano bene il perché.

Nel primo, Alice, delusa per l’ennesimo colloquio di lavoro rivelatosi inutile, attende la telefonata di un ragioniere per una possibile attività di volantinaggio. Ma scatta la ribellione. Poche righe, efficacissime, che descrivono la rivolta – almeno interiore – di una generazione:

Spero proprio che il ragioniere mi chiami e non abbia nessun’altra disponibile che non sia io che, nel più assoluto silenzio, ricaverò un piacere sottile dal non rispondere al suo nome lampeggiante dal display del Nokia. So bene che quelle di negarsi al citofono o non rispondere al cellulare siano delle enormi vigliaccate. Ma dobbiamo cancellare questi schemi mentali ed inventarcene di nuovi, se ci interessa la nostra sopravvivenza. Tutti i comportamenti educati, le buone maniere, i valori del rispetto sempre e comunque, sono serviti a tenere in piedi fino ad ora una società che oggi caccia via i suoi figli senza svezzamento, lasciandoli in un bosco a cullarsi al suono di una cantilena che ripete arrangiati.

Se è vero che crisi significhi cambiamento anche l’abituale schema di valori dovrà mutare, e se saremo capaci di sostituirne uno nostro potremo provare a giocare anche noi, sennò siamo esclusi. Il mio nuovo schema è questo: non ti rispondo al cellulare signor ragioniere, non ti richiamo e non spendo nemmeno i centesimi necessari ad inviarti un sms, se per me non è assicurato al cento per cento un guadagno immediato. Non rispondo al telefono, non lascio il mio posto alle vecchiette in bus, non pratico la raccolta differenziata: io non partecipo fino a quando non avrò la possibilità di scegliere se farlo o meno.

Punto due: Alice ha il colpo di genio. La sua vita di merda non passerà sotto silenzio, avrà una narrazione: il suo modo di alzare la voce. Alice scriverà un romanzo (che è poi quello di Pietro Di Viola). Decide che lo metterà online a disposizione di tutti. Già, ma come emergere nel mare magnum dei miliardi di parole/narrazioni/libri che ogni giorno popolano il web? Alice/Pietro anticipa la sua strategia di SEO che attuerà nella realtà, nel sito che dovrà poi effettivamente rendere disponibile “Alice senza niente”. Eccola:


Bene, ottimo: ma gli altri? Come faranno a sapere che esiste questo libro in rete, tra decine di altri, tutti scritti meglio? E’ qui che il mio metodo si fa interessante. Dunque: lo sfondo della home page sarà bianco, il titolo sarà in grassetto nero, poi ci sarà il link per scaricarlo in pdf, il contatore delle visite, e poco altro. Ed è proprio questo poco altro che mi renderà celebre: saranno centinaia di parole corpo 8 scritte in colore bianco su sfondo bianco, invisibili agli occhi ma indicizzate nei motori di ricerca.

Voglio che chiunque cerchi dei biglietti per il concerto degli U2 a Bari (di cui parla in un punto precedente del romanzo. Ndr) non li trovi affatto, anche perché non credo che gli U2 daranno mai un concerto allo stadio San Nicola, piuttosto troveranno il mio libro, e stampandolo potranno consolarsi per il mancato concerto. Utilizzerò una lista di tutte le provincie d’Italia e la incollerò alle altre tag, è facile recuperarla: basta andare su un qualsiasi sito di annunci e provare ad inserirne uno. Magari con questa scusa potrei anche spulciare tra le offerte di lavoro. Inserirò

Spero che bastino.

Sono bastate.

Sopra a sinistra, la copertina originale di “Alice senza niente”. Qui sopra la nuova edizione di Terre di Mezzo.
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3 pensieri su “Invece Alice qualcosa ce l’aveva

  1. Anonimo

    Il titolo è molto bello, caro Davide. Semplice, banale ma almeno onesto.
    Il resto è, almeno per me, illeggibile. Scritto male, con concetti che non mi dicono niente.
    Il che mi consola: che alla fine abbia avuto sucesso, che sia partito gratis e ora abbia un prezzo, che il mondo vada come sta andando.
    Matteo r

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  2. A parte qualche momento sinceramente delirante dal punto di vista della scrittura, devo dirti che a me tutto sommato non è dispiaciuto. Gli elementi più interessanti di tutto il romanzo sono quelli che ho riportato in questo post.

    Per il resto, posso dirti che in passato la vita era un'altalena, un po' saliva un po' scendeva, invece adesso è tutto cambiato e nella vita un po' si uploada un po' di downloada. Segno dei tempi.
    😉

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