Reality off

L’Amaca di Michele Serra su Repubblica di oggi.

Muoversi, spostarsi continuamente, viaggiare è una facoltà. Un vantaggio dei tempi. Ma non è un diritto. Non c’è tecnologia, organizzazione sociale, governo illuminato che possano garantire a tutti, sempre, comunque la possibilità di attraversare una città o una regione o un paese.

I mari in tempesta, la neve e il ghiaccio, le avversità naturali e climatiche limitano la nostra libertà di movimento. Nelle lamentele e nelle polemiche di questi giorni c’è una parte di ragione: se una città si paralizza perché nessuno ha pensato a spargere il sale nelle strade, siamo di fronte a un’omissione evitabile.

Ma c’è un sovrappiù di ira e di stizza che discendono dall’illusione che tutto sia diventato facile, disponibile, agevole, così che al primo ostacolo cominciamo a
inveire contro il governo ladro o il sindaco scemo o la Protezione civile inetta. Ma un viaggio, se si è in carne e ossa e ci si muove in un paese dai contorni reali, non è una applicazione del palmare. Non si risolve in un “on” e “off”. Non è garantito per contratto. Capita di doversi fermare, anche contro la propria volontà. Capita di non essere onnipotenti e onnipresenti.


(Una produzione Officine Tolau)

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