La lunga pista dritta

Mi ricordo da bambino il lungo viaggio lungo l’A1, l’Autostrada del Sole, per andare in vacanza in Calabria. Che allora – fine anni ’60 – era un po’ come andare in Polinesia per certi posti incontaminati di una bellezza purissima che sembrava non avessero mai visto essere umano. Il viaggio – sulla Ford Taunus 20M grigia di mio padre – era lunghissimo e attraversare l’Italia, per arrivare in posti così diversi da quelli in cui abitavo (allora, la Lombardia) mi sembrava una specie di giro del mondo in 80 giorni, l’Autostrada del Sole una pista costellata di Meraviglie, Sorprese & Imprevisti chilometro dopo chilometro. Se viaggiavamo di notte mi stendevo nel lunotto (esattamente sulla cappelliera) e mi addormentavo guardando le stelle che ci guidavano verso sud.

Ford Taunus 20M TS (1966)
La Ford Taunus 20M

Tutta questa lunga pippa sbrodolante per dire che mi voglio comprare e leggere questo libro di Francesco Pinto, “La strada dritta“.

A1, l’epopea di un’Autostrada. Quando l’Italia sapeva correre

Un esercito, un fronte che avanza, una battaglia da vincere, eroi e martiri, capitani coraggiosi, uomini dalla schiena dritta come la strada che vollero costruire. Sembra un romanzo di guerra e invece è un romanzo d’amore: d’amore e d’asfalto. “È stata l’Italia migliore di sempre. Un paese orgoglioso di sé, fiducioso in sé come non sarebbe più stato, e lo dimostrò con un’impresa irripetibile”. L’Autostrada del Sole, 755 chilometri di strada, viadotti e gallerie costruiti in appena otto anni, dal 1956 al 1964, quasi senza soldi e del tutto senza esperienza: “Nessuno fece più nulla del genere”. L’uomo che ama l’autostrada è Francesco Pinto, già direttore di RaiTre, ora a capo del Centro di produzione Rai di Napoli. Voleva rendere omaggio a quegli uomini che “fecero l’impresa”, e l’ha fatto con un’epopea: mescolando personaggi storici e personaggi simbolici, eventi pubblici e storie private, in un romanzo corale, La strada dritta, in uscita da Mondadori, che inaugura un genere letterario inedito: l’epica autostradale con annessa morale civile. Lei è un uomo di televisione, come è arrivato ai viadotti? “Ero bambino, e un giorno mio padre mi caricò in macchina, accese l’autoradio e mi portò a vedere l’Autosole appena costruita. Partimmo da Napoli la mattina, pranzammo nel Mottagrill alle porte di Roma e tornammo indietro con l’impressione di aver toccato con mano la modernità. Era un Paese che voleva correre. Allora puntavamo in alto, eravamo orgogliosi, ambiziosi e coraggiosi”.

Leggi tutta la recensione di Michele Smargiassi su Il Venerdì di Repubblica del 25 maarzo 2011

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4 pensieri su “La lunga pista dritta

  1. Anonimo

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    Iѕ it simplу me oг do ѕome οf the remarκѕ come acrоss lіke theу
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