Il più bello spettacolo del mondo

Come diceva Charles Bukowsky, “le persone sono il più bello spettacolo del mondo. Ed è assolutamente gratuito“.
Anche gli animali – anche in città – non sono male però.
E sono gratis pure quelli.

Sul davanzale del mio bagno un piccione maledetto ha fatto il nido.
Il mio animalismo politicamente corretto ha impedito che interrompessi il ciclo  naturale.
Questo mostro e tutto quel che c’è intorno è il risultato.

Anche Animali & Persone messe insieme non sono male come show.
Faccio qualche esempio.
Una quindicina di giorni fa, ho portato il mio cane Pepe Carvalho Paco Ignacio Taibo II detto semplicemente “Pepe“, un incrocio tra cocker e golden retriever, alla tosatura estiva.
“Come lo facciamo?” mi ha chiesto la titolare di ‘Graffi e impronte’.
“Bello corto”.
“Ok, tipo Pincher allora!”
Io ho annuito convinto anche se, prima di questo post, non avevo la minima idea di cosa fosse un Pincher. Così a naso avrei pensato a una marca americana di trattori (invece è una razza canina).

Fatto sta che adesso Pepe, ormai quattordicenne, assomiglia parecchio a un cucciolo.
O almeno in tanti lo scambiano per tale.
Il carattere in effetti è rimasto inalterato da quando aveva sei mesi.
Gli anni e gli acciacchi non gli hanno donato nemmeno un briciolo di saggezza in più.
Il che non depone molto a favore del suo istruttore e capobranco che poi sarei io. Ma vabbé.

Comunque, da quando Pepe è un cucciolo quattordicenne, ci ferma un sacco di gente durante le sue passeggiatine liberatutto in giro per Modena.
L’altro giorno una ragazza in Vespa si è fermata in mezzo alla strada per ammirarlo.
“Che bello!!!” ha sospirato commossa.
Non ho fatto in tempo a replicare che era già ripartita.

Ieri un’anziana con un occhio bendato ci ha fermati cominciando ad esaltare la di lui bellezza (a me non mi fila mai nessuno).
Lui però, in quel preciso momento, ha pensato di scaricare una delle sue bombe da 5 etti a 30 centimetri dal di lei piede.
Si è messo in posa di lancio e ha sganciato.
Così, con quella nonchalance a cui noblesse oblige.
Io ho abbozzato, imbarazzatissimo.
La signora invece ha commentato perfino la di lui deiezione: “Che bella, si vede che sta bene! Lo vedo anche con un occhio solo!”.
Giuro.

Cinquanta metri dopo incrociamo una signora con una vecchia cagna bolsa che arranca lungo la via.
I due (intesi come Pepe e la Bolsa) procedono alle solite presentazioni dei rispettivi didietro.
“Che bello! – ripete la solita solfa la signora – è un cucciolo?”.
“No – replico io con una punta d’orgoglio – ha quattordici anni suonati!”.
Gaffe terribile: la Bolsa ne ha solo 12 e sembra la madre di Pepe.
Del rapporto tra cane e padrone hanno già scritto in tanti (ricordo anche un racconto di Thomas Mann) e anche senza chissà quali approfondimenti ogni padrone sa che il proprio cane finisce per acquisire molto di lui.
Lo sapeva benissimo anche la signora. Che deve essersi sentita come un’anziana decaduta a cui un giovanotto insolente fa notare i segni del tempo.
La conversazione infatti finisce lì.

Dieci metri più in là incrociamo una coppia di cinquantenni evidentemente fanatici di cani.
Pepe, indifferente, sta annusando i lasciti di qualche collega passato di lì in precedenza.
“Che bello! – fa il signore (non sono molto originali le conversazioni sui cani) – di che razza è?”.
Spiego, ragguagliandolo anche sull’età.
Lui cerca il dialogo (col cane, intendo), ma Pepe non se lo fila neanche di striscio.

Il tizio allora fa rivolto alla moglie: “Ehhhhh è logico che non mi presti attenzione. Sta annusando così intento perché di qui è appena passata una bimba (sic!)”.
La “bimba” a cui si riferiva sarebbe la Bolsa di prima che ci precedeva di qualche metro.
Pepe cerca di effettuare un secondo lancio, ma è evidente che il tizio lo disturba.
Fortuna che dopo altre quattro parole biascicate in fretta (la delusione per uno come lui, così sensibile agli animali, è evidente) se ne va e Pepe può colpire in maniera chirurgica il bersaglio.

Casa è finalmente vicina e probabilmente non dovrò più sostenere, fino alla prossima uscita, alcuna conversazione sui cani.
Se volete parliamo di uccelli.

Pepe Carvalho Paco Ignacio Taibo II detto Pepe
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