Il bello delle piccole patrie

Nel Belgio da quasi un anno senza governo a causa del conflitto tra la maggioranza fiamminga e la minoranza vallona, così si risolvono i problemi pratici di convivenza tra le due popolazioni. L’esempio della metropolitana di Bruxelles:

Non si registrano episodi di violenza e neppure di intolleranza. Ma l’attenzione alle questioni di principio, ai dettagli anche formali, diventa puntigliosa fino all’ossessione.
«Nel metro tutti i cartelli e tutti gli annunci sono in due lingue — spiega la Van Hamme, portavoce della società di trasporti pubblici — E c’è una rigorosa priorità: se ad una stazione si fanno prima gli annunci in fiammingo e poi in francese, a quella dopo si fa il contrario e via di seguito, fino al capolinea. Anche così, ogni anno riceviamo decine di lamentele. Per non parlare del personale. Tutti gli impiegati della Stib devono essere almeno bilingui e parlare sia il francese sia il fiammingo. Ma adesso non basta più. Da qualche tempo a questa parte arrivano esposti perfino sul loro livello espressivo: passeggeri francofoni e fiamminghi ormai si lamentano perfino dell’accento dei controllori o dei bigliettai».

Leggi tutto l’articolo: Jacques Brel bandito dal metrò lo chansonnier divide il Belgio (da Repubblica del 26 maggio 2011)

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