E l’acqua non c’è più

Stranissima sensazione alzarsi alle sette di un sabato mattina qualsiasi, prendere come al solito la caffettiera, aprire il rubinetto per aggiungerci l’acqua e scoprire che non ce n’è. Neanche un filo. Niente.
Non puoi fare (la solita) colazione, non puoi lavarti, non puoi andare in cesso (cioè, puoi: ma con conseguenze piuttosto pesanti).

Allora esco in strada con i capelli che hanno ancora la forma del cuscino (a me si proiettano verso l’alto, tipo punk nostalgico e parecchio invecchiato) e scopro che si è rotta una tubatura dell’acquedotto e la via Emilia, per cento/duecento metri, è allagata. In certi punti raggiunge anche un’altezza di una ventina di centimetri

Prendo l’acqua dalla strada con le mani (tanto mica è quella della fogna) e mi sistemo almeno i capelli.
E penso che tutto quello che abbiamo, a cui siamo abituati e diamo assolutamente per scontato, è in realtà del tutto provvisorio. C’è, ma potrebbe anche non esserci. Non è detto che ci sarà per sempre: non sta scritto da nessuna parte che certi benefit debbano essere eterni.

Con tutto quel che ne consegue.

Dai però, sveglia! Vacca d’un cane…

Stefano Piccagliani, in arte Picca – che a Modena conoscono più o meno tutti, ma non io che come noto abito qui da soli due anni e mezzo e soprattutto mi faccio molto i panni miei – tiene da qualche settimana su uno dei quotidiani locali – La Gazzetta di Modena (gruppo Finegil-L’Espresso) – un blog che devo dire, a volte mi fa ridere.

Questa del porno a km zero, ad esempio, non è male. Soprattutto nel finale. Quindi: lettura consigliata (anche se, quando ho voglia di farmi quattro sghignazzi, le vette umoristiche del mio blog preferito, Trascendentale, restano assolutamente inavvicinabili a un Picca qualsiasi).

Ma il Picca’s blog è solo una scusa, in questo caso, per domandarmi come sia ancora possibile, nel 2011, proporre sul web testi con una formattazione degna di un comunicato politico stile BR anni Settanta. Per i più masochisti: un esempio se possibile ancora peggiore qui, nel blog di un’altra gloria locale, Beppe Cottafavi.

Dopo la lettura di cinque-righe-cinque mi vanno in pappa gli occhi.
Peccato, perché Picca mi fa ridere.
Quando riesco ad arrivare alla fine di quello che scrive.

Il bello delle piccole patrie

Nel Belgio da quasi un anno senza governo a causa del conflitto tra la maggioranza fiamminga e la minoranza vallona, così si risolvono i problemi pratici di convivenza tra le due popolazioni. L’esempio della metropolitana di Bruxelles:

Non si registrano episodi di violenza e neppure di intolleranza. Ma l’attenzione alle questioni di principio, ai dettagli anche formali, diventa puntigliosa fino all’ossessione.
«Nel metro tutti i cartelli e tutti gli annunci sono in due lingue — spiega la Van Hamme, portavoce della società di trasporti pubblici — E c’è una rigorosa priorità: se ad una stazione si fanno prima gli annunci in fiammingo e poi in francese, a quella dopo si fa il contrario e via di seguito, fino al capolinea. Anche così, ogni anno riceviamo decine di lamentele. Per non parlare del personale. Tutti gli impiegati della Stib devono essere almeno bilingui e parlare sia il francese sia il fiammingo. Ma adesso non basta più. Da qualche tempo a questa parte arrivano esposti perfino sul loro livello espressivo: passeggeri francofoni e fiamminghi ormai si lamentano perfino dell’accento dei controllori o dei bigliettai».

Leggi tutto l’articolo: Jacques Brel bandito dal metrò lo chansonnier divide il Belgio (da Repubblica del 26 maggio 2011)

Ivano cerca moglie

Il corto vincitore del Nontantola Film Festival (a cui ho partecipato come membro della giuria), “Ivano cerca moglie” di Roberto Cavana.
Tutti i video in gara dovevano contenere elementi obbligatori pena l’esclusione.


PS Per la cronaca, nel video Ivano porta la moglie “in partecipanza“: qui si spiega cos’è questo istituto della tradizione nonantolese.

A me piaceva pure questo video che però, non si è classificato tra i primi tre:

Decurtatio precox

A proposito dell’annosa questione dei costi della politica, qui in Emilia-Romagna tiene banco da un bel po’ la faccenda dell’autoriduzione dello stipendio dei due consiglieri regionali del MoVimento 5 Stelle Giovanni Favia e Andrea Defranceschi a 2.500 euro mensili.
I due, e tutto il movimento con loro, ne fanno – comprensibilmente – vanto.
Pur riconoscendo il gesto in sè meritorio, la faccenda è un po’ più complicata del semplicistico “ci siamo ridotti lo stipendio“.
Alcuni commenti (SEMPRE dare un occhio ai commenti ormai, sul web) in calce a un articolo di Giovanni Favia (M5S, guida per opinionisti negligenti) su Il Fatto Quotidiano Emilia-Romagna mi sembra restituiscano in maniera un po’ più corretta la complessità della questione.

Ecco qui in uno screenshot quelli più interessanti – a mio avviso – sulla faccenda:

Sempre sul Movimento di Grillo segnalo anche questa interessante tesi di laurea di Luca Baldini: “Populismo e antipolitica, Beppe Grillo e il Movimento 5 Stelle” e anche un’intervista audio al giornalista Pietro Orsatti: “Chi c’è dietro a Beppe Grillo e al suo partito“. Infine, naturalmente, il film sul M5S realizzato insieme alle Officine TolauA furor di popolo“, da ieri online integralmente.

Harraguantanamo

E’ on line sul sito di Internazionale il video realizzato da Ilyess ben Chouikha e Giulia Bondi, dalla traversata verso Lampedusa alla vita nella tendopoli di Trapani.

Harraguantanamo from gnomade on Vimeo.

Ilyess, 30 anni, originario di Zarzis (Tunisia) ha documentato il suo viaggio da “harraga”, clandestino, in 70 fotografie scattate col cellulare tra il 28 marzo e il 17 aprile 2011. Dalla traversata a Lampedusa, tra emergenza e accoglienza, fino a una tendopoli dove ha vissuto per 13 giorni. “Come a Guantanamo”, dice lui: senza acqua a sufficienza per le docce di 700 persone, tra tentativi di fuga inizialmente negati dalle forze dell’ordine, nella costante incertezza sul proprio destino.

Il cellulare di Ilyess fotografa il barcone carico di migranti, la famiglia che lo accoglie a Lampedusa e poi, soprattutto, la tendopoli di Trapani, la sua “Guantanamo”: le razioni di cibo (consegnato da dietro un’inferriata per ragioni di sicurezza), le schede telefoniche, i momenti di svago giocando a calcio o ballando, gli scioperi della fame e del sonno organizzati per protesta e, infine, il “permesso di soggiorno temporaneo per motivi umanitari”. Gli ultimi scatti mostrano il paesaggio siciliano che vede dal pullman, finalmente libero di proseguire il suo viaggio e tentare di raggiungere Parigi.

Immagini: Ilyess ben Chouikha
Montaggio: Giulia Bondi
Musica: Caldero Roots, Paiheux
Thanks to: Luigi Ottani

A furor di popolo

Questo documentario (qui presentato integralmente) sulle giornate di Woodstock 5 stelle a Cesena nel settembre 2010, è stato commissionato alle Officine Tolau (per l’occasione in collaborazione con Giulia Bondi) dal Forum nazionale del Pd “Nuovi linguaggi e nuove culture”, di cui è responsabile il consigliere regionale lombardo del Pd Giuseppe Civati.

“A furor di popolo”, completato nell’ottobre 2010, traccia l’identikit dei delusi della politica mobilitati da Beppe Grillo.

Civati: “Capire come intercettare di nuovo bisogni e aspettative di questa importante fetta di elettorato”.

A tutto Tolau

Le più recenti produzioni delle Officine Tolau (di cui mi onoro di far parte):

Cinque ore prima del Vajont

La testimonianza di Maria Pia Bassetto, superstite del Vajont. Lavorava all’ufficio postale di Longarone e si è salvata per puro caso. La sera del 9 ottobre,quando la frana del monte Toc provocò un’onda alta 100 metri che polverizzò Longarone, lei era a casa a Vittorio Veneto, dove rientrava tutte le sere dopo il lavoro. Questa è la sua storia.

Arti precarie (lavoro ai tempi del colera)

Un quick video di due giovani precari che si “organizzano”.