A pesca nel mio incoscio. Collettivo.

Non ho mai sopportato il carnevale.
Fin da bambino.
Immagino, per il fatto che storicamente il carnevale era il momento istituzionalizzato in cui, mascherati, si poteva trasgredire a tutto un po’.
E il resto dell’anno? Bisognava vivere impalati.
Come si avesse – per usare un’espressione un po’ grezza ma efficace – una “pigna-in-culo”.

Vabbè, roba da inconscio collettivo: il carnevale adesso dura tutto l’anno.
E senza neanche bisogno della maschera.

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