In barba a tutto

Cara Angela,
quando leggerai quello che sto per scrivere ti farai probabilmente una gran risata alle mie spalle pensando, ad esser gentili, che sono un emerito cretino. Che a voi barbieri di gente strana con troppi o pochi capelli ne passa tanta sotto le forbici, ma a beccare uno così, assurdo e un po’ surreale, uno come me, ci voglion davvero anni di sforbiciate.

Pensa quel che vuoi. Ridi pure se ti pare.

Per farla breve, quel che volevo dirti è che d’ora in poi i capelli me li farò tagliare solo da te. Che sei stata e sarai per sempre la mia unica barbiera.

In quest’ultimo anno, da quando la tua barberia qui in via Battisti ha chiuso, ho vagato per il centro in cerca di qualcuno che ti sostituisse in attesa del tuo ritorno.
Non l’ho trovato. Ogni mese, mese e mezzo, ho cambiato. Ho provato uno. E poi un altro. Poi sono tornato dal primo. Ma così, a casaccio: proprio perchè tanto uno valeva l’altro. E di nessuno di loro ho mai pensato potesse essere il “mio” barbiere.
Aspettavo di veder riaprire i battenti della “tua” barberia, quella della “mia” barbiera.

Stamattina ho saputo che non riaprirai mai più.

Quando sono venuto ad abitare a Modena, due anni fa, sei stata la prima persona di qui che ho conosciuto, con la quale mi faceva piacere scambiare quattro chiacchiere.
Chiacchiere leggere, ma intelligenti. Di quelle che ti fanno sentir bene.

Mi eri davvero simpatica. E siccome proprio in quel periodo mi era nata non so da dove la passione per la fotografia, ti ho proposto – ricordi? – di venire in barberia e fare un po’ di scatti. Così, per puro piacere.
Mi hai detto subito di sì.

A riguardare quelle foto oggi mi rendo conto di quanto fossi inesperto: peggio del peggior dilettante.
Tu però eri bellissima.
Lo sei ancora, dovunque tu sia adesso.

La terra ti sia lieve, mia dolce barbiera, e ogni volta che soffia il vento, non si dimentichi di passare ad accarezzare i tuoi lunghi capelli.
Dovunque tu sia ora.

Ho finalmente ritrovato la mia barbiera.
Perché chiunque si prenderà cura di quella parte di me -una parte piccola, forse poco importante come i capelli, ma pur sempre mia – penserò sempre che sei tu a tagliarmeli.
In barba a tutto e a tutti.
Tu, la mia unica barbiera, Angela.


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