La farfalla che voleva fermare il tempo – intervista

Questa è l’intervista integrale di una fotografa che amo molto: Borbuletachiara.
Per chi volesse approfondire alcuni dei suoi lavori, ho scritto un articolo che porta questo stesso titolo: “La farfalla che voleva fermare il tempo“. Ma naturalmente, più di ogni altra cosa, consiglio di guardare l’album di Chiara.

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Quello che di americano ancora non abbiamo

Nel 1988 Laterza pubblica i 5 volumi curati dagli storici francesi Georges Duby e Philippe Ariès dedicati alla ricostruzione della vita privata dall’Impero romano al 900.

Uno dei saggi compresi nell’ultimo volume si intitola “Il modello americano in Italia” e, ovviamente, traccia una breve analisi storico sociologica della progressiva penetrazione dell’american way of life nel nostro Paese dal dopoguerra ad oggi (anzi, ad allora: vent’anni fa).

Tra la gran massa di ciò che di americano è ormai parte ordinaria della nostra vita, precisano ad un certo punto gli autori Guido Fink e Franco Minganti, “occorre mettere in conto anche quelle cose che – curiosamente? sfortunatamente? – non sono passate per nulla o hanno trovato limitatissima applicazione“.

Segue elenco formulato dai due. Eccolo:

– Nel campo dell’industria del tempo libero potremmo pensare alle slot-machine che, diffusasi abbondantemente nel resto d’Europa, in Italia non ha mai sfondato;
– Oppure vengono alla mente l’uso di reparti di lavanderia a gettone;
– Il take away generalizzato (il boom delle rosticcerie ci pare troppo ristretto in Italia per essere ragionevolmente comparabile);
– la consegna a domicilio (qualche mese fa ha destato divertita curiosità la notizia che in talune città italiane sono entrate in funzione ditte specializzate nella consegna della pizza direttamente a casa dei clienti).

Riporto questo breve passo del volume perché l’ho letto giusto ieri, destando in me – devo ammettere – divertita curiosità.

My beautiful laundrette
Un’immagine di Jamiecat*.

Nina

In questi giorni stavo riflettendo su quali immagini potrebbero meglio raccontare la crisi di questo tempo.
Ovviamente, il primo riferimento che mi viene in mente quando penso al racconto fotografico di una profonda depressione (culturale, economica e bla bla bla) è Dorothea Lange.

Ma molto è cambiato da allora. E credo che ad esprimere il disagio della nostra era, almeno in un paese occidentale, debba essere qualcosa di molto più sfumato (almeno per ora, in futuro non so) rispetto a quelle immagini a tinte forti.

Poi mi sono imbattuto in Nina.
Una ragazza ventiquattrenne madre di sei figli, presumibilmente americana, che incontra uno sconosciuto in un ristorante e che, dopo una breve chiacchierata, accetta di iniziare una lunga sessione fotografica – e poi una seconda e un terza – in cui si fa fotografare nuda nella camera di un motel.

Il nickname del tizio è Bobtown.
Bobtown spiega nel suo diario online che grazie a Nina sta realizzato il suo sogno di bambino: poter avere a propria disposizione una donna disposta a farsi fotografare senza vestiti.
Svelata.

Il diario è il racconto di queste sessioni ripetute, con tanto di spiegazioni dettagliate sulle allergie agli occhi di Nina che le impediscono di sopportare troppo a lungo il flash, o la promessa che photoshop avrebbe aiutato la ragazza a nascondere gli inestetismi conseguenti alla maternità.
Il suo album fotografico, al momento, è pieno solo di lei, Nina.

Le immagini, io credo, parlano da sole. Nina non è una di quelle bellezze plastificate tutte uguali che si vedono fotografate a chili sui giornali oppure online, né la classica casalinga esibizionista per stanchezza in cerca del brivido osceno dello sguardo altrui, e neanche una borderline come i personaggi raccontati dal mio amico Mike Walker aka Radiobirdman47.
Le foto che la ritraggono non sono particolamente belle e men che meno patinate.
Sono ormai decine e quasi tutte uguali.

Chi e cosa sia Nina non so. Forse nemmeno lei.
Per me, lei, il mondo che emerge dal romanzo – narrativo e fotografico – della curiosa relazione tra questi due tizi, è la “crisi”.

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Nina3 C’mon Dont B Shy by ~bobtown on deviantART

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Nina3 Or I Can Play With It by ~bobtown on deviantART

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Nina2 Have You Been Good? by ~bobtown on deviantART