Il Billy Elliot del tortellino

Dal lunedì al sabato, presentarsi rigorosamente a mezzogiorno, perché già un ritardo di mezz’ora significa rimanere a stecchetto almeno fino alle due e mezza, tre.
A quell’ora, tortellini e lambrusco fanno un poccio mica da ridere con la brioche/caffé di mezza mattina che ancora nuota nello stomaco, però l’esperienza s’ha da fa.

Perché mangiare alla trattoria di Ermes, in via Ganaceto a Modena, è un’esperienza in tutti i sensi e per tutti i sensi.

Quel che resta della tipica cucina emiliana – rigorosamente preparata a mano dalla moglie e cuoca di Ermes, la signora Bruna – abita solo qui.

E far di corsa per poter dichiarare almeno una volta “io ci sono stato”: non si sa se andrà avanti ancora per molto perché la Bruna, ci dicono, dopo 47 anni a preparar tortellini, tagliatelle al ragù, brasato e polpette, ha un po’ il fiato corto.
“Finché lei ce n’ha voglia, io tiro avanti” ha dichiarato Ermes.

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E che lui non vorrebbe mollare lo si vede bene. Si diverte troppo.
Tra gli spazi ristrettissimi della trattoria dove i tavoli sono incollati l’uno all’altro e per mangiare è obbligatorio sedersi fianco a fianco con perfetti sconosciuti (prima che Lambrusco e affettati diano una bella spinta alla nuova conoscenza) lui, che è un omaccione grande e grosso, si muove come un Billy Elliot del tortellino.

Macché, un perfetto direttore d’orchestra: dispensando pacche sulle spalle ai clienti affezionatissimi, fermandosi a chiacchierare, tirando fuori una battuta salace in dialetto, dirigendo con mano esperta il traffico di partenze e nuovi arrivi.
“Te, qui” ordina col ditone indicando il tavolo.
E un po’ dopo il caffé arriva secco il contrordine: “Voialtri (ormai al tavolo si è fatto gruppo), su!”. Che tocca a chi aspetta fuori già da un pezzo.

Sopravvissuti a quel compresso paradiso di odori e sapori sempre uguali da cinquant’anni, la pennichella è d’obbligo: lo stomaco chiede venia e tutto quel peso può smaltirsi solo in posizione orizzontale.

Però, uno s’abbiocca felice. Anche perché tutto sto bendiddio in salsa emiliana ha un costo assolutamente abbordabile: 22,5 euro a persona dall’antipasto al caffé (compresi il dolce e l’amaro).
E chi se ne frega del colesterolo…

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