Tocca a te? Roba del Berlusca

Lo avevo già segnalato come esempio di marketing non convenzionale: i post attaccati sulle auto di mezza Modena che rimandandavano ad un sito Internet, tocca-a-te.it.
All’interno, alcuni sondaggi a cui partecipare, senza ulteriori spiegazioni.

Nello stesso post, pur esprimendo apprezzamento per l’iniziativa, avevo pure scritto che, come contenuti, mi sembrava roba molto destrorsa.

Infatti oggi mi si avvicina un ragazzo sulla via Emilia e mi molla il volantino visibile qui sotto.
Come subodorato, siamo di fronte a roba del Berlusca.


Sono curioso di vedere cosa produrrà questa operazione di marketing in termini di voti.

Sul volantino, ecco l’immancabile santino del candidato col Lìder Maximo.
Veramente non convenzionale…

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I più bei baristi di Carpi

Le parole sono importanti. E pure come suonano.
Perciò, se dovessi immaginare “un amore nato a Mirandola” – paesone di poco più di 20.000 abitanti a una trentina di km da Modena – penserei subito a una bella emiliana ruspante caduta tra le braccia di un ganzo, proprio-lo-stesso-sguardo-assassino-del-Liga, in una di quelle sere estive giù nella Bassa “fra cosce e zanzare”, afa “e locali a cui dai del tu”.

Invece, ad innamorarsi a Mirandola appena un paio d’anni fa, sono stati due giovanissimi cinesi d’Italia. E mica c’è più tanto da stupirsi.
Liyang e Botao hanno 21 e 22 anni, sono qui da più di dieci anni e prima di decidere che Emilia, in cinese, fa rima con amore, neanche si conoscevano (avete idea di quanto sia grande la Cina? Per niente facile incontrarsi laggiù…).
A gennaio dell’anno scorso si sono sposati e da luglio del 2008 hanno preso in gestione il bar Sassi, in via F. D. Roosevelt a Carpi.

La cosa curiosa è che i vecchi avventori, del cambio di gestione manco se ne sono accorti. O forse sì. Ma la cosa non ha minimamente cambiato le loro abitudini e adesso che è estate li vedi tirar tardi, come sempre, davanti a un bicchiere di lambrusco fresco, bestemmiando per il fante che non è arrivato quando toccava proprio a lui far da carta giusta.

E’ che Botao e Liyang – che qui tutti chiamano Leo e Patrizia perché, non esageriamo, imparare anche i nomi cinesi sarebbe chiedere un po’ troppo ai vecchi arnesi da bar che bazzicano da queste parti – sono belli, simpatici e il caffé espresso lo sanno fare come qualsiasi altro barista italiano. Anzi, emiliano. Che fa ancora più local.

La loro storia è perciò un pezzettino di quell’Italia che, se ancora non è, sarà presto. Quella multirazziale, un po’ Mirandola e Pechino, Guastalla e San Pietroburgo, che non piace niente ai Bossi e ai Berlusconi, ma che non potrà che avere anche le facce di tanti nuovi italiani come Leo e Patrizia, col loro taglio degli occhi un po’ più stretto.

Ci vorrà del tempo, certo. E tanta pazienza. Forse fino al giorno in cui un gran gol del centravanti Mohammed Tarek Rossi, in finale contro un Brasile andato in bambola di fronte a un simile prodigio balistico, ci regalerà il nostro quinto Mondiale.


Perde 125 milioni al Gratta e Vinci

Nei giorni scorsi a Modena una disoccupata ha vinto due milioni di euro acquistando un Gratta-e-vinci.
Ieri i giornali locali scrivevano che da queste parti è record con 25 milioni di biglietti venduti per la varie lotterie.
Che per una media di 5 euro a biglietto fa 125 milioni di euro spesi dai modenesi per inseguire il Sogno.

Ora, la questione è semplice: o uno è quell’Uno che becca il biglietto giusto e porta a casa 2 milioni di euro rinnovando la “favola bella” della Fortuna che bacia la tenacia degli audaci (ancora meglio se tristi e disoccupati) o uno rientra nell’immenso gruppone di quelli che hanno regalato alle casse dello Stato 125 milioni o giù di lì.

A questo punto è solo una questione di calcolo delle probabilità.

I tre leoni

Bel video. Che ha commosso milioni di persone.
La storia in breve: “I due ragazzi hanno preso un leone e l’hanno chiamato Christian. Questo leone diventa troppo grande per loro e decidono di riportarlo nel suo habitat naturale. Dopo un’anno dalla separazione dei tre, i due tizi partono per l’Africa per ritrovare l’amicone peloso. Qualcuno li avverte che il leone potrebbe non ricordarsi di loro, con esiti alquanto macabri…“.

Dicevamo che questo video ha fatto piangere uno stuolo di piedidolci.
Nessuno che si sia accorto che i leoni erano tre (guardate il taglio dei due cappelloni), quindi niente di strano.

The impermanence of a box office

What I like of a box office is the absolute futility of what happens inside it.
Everyday millions of human beings hire their energy to fix and preserve the impermanence of what they’re doing, magically calling it “job”.
In these photos human beings are almost invisible. But they are there, obscurely playing their role.
To me, they are the opposite of the world recounted by a flickr friend, Zabong, in his images as beautiful as unreal.