Rifugiati 2.0

Su Internazionale in edicola oggi, un articolo molto interessante (tradotto da questo dello Spiegel) su un social network del tutto particolare: Refugees United, “il Facebook dei rifugiati”.

Nato nel 2005 da un’idea di due fratelli danesi, Christopher e David Mikkelsen, il network è destinato ai tanti che a causa di guerre, carestie e tragedie simili, sono costretti alla fuga dai paesi d’origine: una diaspora che ogni anno coinvolge milioni di persone, molte delle quali finiscono per perdere i contatti coi loro cari.

Refugees United serve a tentare di rintracciarli in giro per il globo “direttamente”, cioè senza l’intermediazione di organizzazioni varie tipo la Croce Rossa.

Per iscriversi basta uno username e una password. E poi si puoi cominciare ad effettuare le proprie ricerche compilando vari campi come nell’esempio che ho inserito qui sotto:


Il problema? E’ chiaro che Internet e computer non sono particolarmente diffusi nei campi profughi. Né credo che un profugo, nella disperazione per la perdita dei propri cari, pensi per prima cosa alla rete per tentare di mettersi in contatto con loro (ma i Mikkelsen incoraggeranno le grandi aziende di computer ad attrezzare i campi).

Fino ad ora, i registrati sono qualche centinaia: “Non molte nel mondo di Internet – ha commentato Christopher – ma nel mondo dei profughi sì”.

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