Dan you are an idiot

Qualche tempo fa ho pubblicato un post chiedendomi se esistessero dei meccanismi “scientifici” per rendere un video virale.
Come no!, mi risponde (si fa per dire) oggi su Techcrunch Dan Ackerman Greenberg, co-foundatore di una azienda che si occupa esattamente di questo: rendere virali i lavori che i suoi clienti gli sottopongono.

La cosa che mi ha più incuriosito dell’articolo, tutto tecnica e zero cuore (pragmatismo “all’americana”), è il paragrafo, “Content is not king”, il contenuto non è poi così importante. O meglio, d’accordo per un concept decente, ma in fondo a fare davvero la differenza è altro: le varie tecniche di promozione, su YouTube in primis.

Tecniche che Dan spiega nel dettaglio, sollevando un polverone nei commenti (al momento in cui scrivo 271) tra coloro che si sentono scippati nella loro fiducia che il word-of-mouth – il passaparola – sia davvero il motore puro e democratico per la diffusione, almeno sul web, di un prodotto.
Invece, lo zampino del commercio ci mette il suo anche nella “spontaneità” pop.

A proposito, questo video è stato visto 3 milioni 600.000 volte.
Risultato di una tecnica applicata o pura passione popolare?

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Thanks cicciobrothers!

Uno dei migliori video mai pubblicati su zooppa – purtroppo non molto visto perchè confinato in una sezione poco frequentata – è il video ringraziamento degli Step Cakes per aver vinto uno dei primi contest lanciati: Havaianas.
Bellissimo questo video, e bello anche il loro lavoro premiato dalla community.
Thanks cicciobrothers!

Echi dal sottosuolo

Prosegue alla grande l’esperienza di marketing non convenzionale di Cappesante della community di Zooppa.
Sui tombini della sua città (non lontana da quella di chi vi scrive) sta applicando adesivi da lui creati che promuovono zooppa.
In un blog dedicato tiene il resoconto di come procede la campagna invitando anche a una partecipazione collettiva: “Mi piacerebbe che la tombino-advertising si diffondesse a macchia d’olio“.

Che dire? We support you Cappe!
E grazie.

L’età dei goffi tentativi

In quest’era di creatività generosa (l’espressione non è mia, ma la raccolgo volentieri) guardo con immenso piacere ai goffi tentativi (miei compresi) di individuare nuove forme di espressione.
Penso che accanto – e dopo – l’era del beta tecnologico, siamo entrati nella fase del making of [il beta della variante] dei contenuti.
Nuovi linguaggi nasceranno.
E nuove forme d’arte.

7 seconds

Per motivi come sempre misteriosi, in questi giorni si legano tra loro alcune suggestioni sempre presenti.
Elencandole nudi e crudi in ordine sparso:

– la solitudine
– la lotta
– la deriva
– l’infinità
– la grandezza

Il tutto mischiato in riferimenti che vanno e ritornano: Edward Hopper (forse il mio pittore preferito del ‘900), questo nuovo libro su Bruce Springsteen (e tutto quel che gli va dietro, lo Steinbeck di Furore ad esempio), e non ultimo il libro che ho quasi finito di leggere: “Il sole dei morenti” di Jean Claud Izzo.
Il frullato che ne deriva: un progettino seriale a cui sto pensando, “7 seconds“.

Zooppa in Padua

Un po’ di piacevolissimo divertimento ieri pomeriggio a Padova.
Insieme a Big Zooppa e al Cucugiangi ho presentato il caso (umano) zooppa agli studenti del corso della professoressa Eleonora Di Maria del Dipartimento di Scienze Economiche.

Inizio travagliato. Tutte le belle slides in ppt che mi aveva preparato Elisa non sono servite a un bel niente perché non ha funzionato il collegamento tra portatile e proiettore.
Nei tentativi di collegamento il pc mi è andato in pappa.

Per fortuna, come qualcuno forse sa, nutro un odio atavico per le slides che considero pallose a partire dal nome “slide” che mi ricorda la bava che lasciano le lumache.
Abbiamo improvvisato. Direi con ottimi risultati.

Un accenno a qualcuno degli argomenti toccati parlando di zooppa:

. Non bisogna confondere il rapporto – allo stato nascente – tra aziende e i nuovi produttori-consumatori col vecchio costumer care. E’ tutt’altro. Questo new deal segna il passaggio alla co-creazione del prodotto tra i due partner (mashup, remix, ecc. ecc.)
. Nel modello di zooppa tutte le parti sono vincenti (aziende, zooppa, users): proposizione win-win.
. Il lavoro degli zoopper costituisce un valore aggiunto per le aziende, non solo perché permette loro un feedback sulla percezione del brand, ma anche perché genera nuovi valori rispetto al brand stesso, valori – appunto – aggiuntivi.
. L’avvento di Internet ha modificato radicalmente alcuni “sistemi” culturali ed economici (televisione, stampa, musica, ecc.), l’universo dell’Adv invece ne è stato toccato solo marginalmente. Che sia arrivata l’ora di un radicale cambiamento anche qui?

Altra cosa: ho lanciato una nuova iniziativa sul blog collettivo di zooppa. Chi ha voglia di dare un occhio…